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Fisioterapia Ciclismo - Consigli utili

Sindrome Femoro-Rotulea

Nel ciclismo l’articolazione del ginocchio riveste una importanza fondamentale e “rubando” la terminologia agli sport motoristici possiamo dire che il ginocchio per un ciclista sia come la trasmissione per una moto, per cui se gli elementi che compongono questa articolazione non sono in “armonia” fra loro e non lavorano con i sincronismi e gli allineamenti giusti è inevitabile che insorgano delle problematiche che spesso possono diventare patologie, queste poi vengono divise in due grosse categorie:
1 – patologie da sovraccarico funzionale (esempio le tendiniti)
2 – patologie degenerative (esempio le patologie cartilaginee)
Oggi parleremo di una patologia del secondo gruppo, sindrome femoro rotulea.

COS’E’ LA SINDROME FEMORO-ROTULEA:
Per Sindrome femoro-rotulea si intende un complesso di segni e sintomi che si apprezzano a carico di una delle articolazioni del ginocchio e cioè quella che si realizza tra il femore e la rotula.

COME SI MANIFESTA:
Il sintomo principale è il dolore che compare soprattutto nell’atto di salire o scendere le scale, quando si fanno movimenti in posizione “accovacciata” oppure quando si mantiene il ginocchio flesso per lungo tempo (per esempio in macchina o al cinema).
A volte può apprezzarsi anche un “blocco” articolare che però è uno pseudo-blocco nel senso che si apprezza una difficoltà ad estendere il ginocchio senza però che ci sia un ostacolo meccanico.
Il segno clinico più frequente è l’esacerbazione del dolore alla pressione sulla faccetta articolare della rotula e qualche volta la comparsa di versamento articolare anche minimo in assenza di trauma.
Questi segni a volte possono essere accompagnati da rumori e “scroscii” articolari.

QUALI SONO LE CAUSE:
L’articolazione femoro-rotulea è un’articolazione che si realizza tra le due superfici cartilaginee del femore nella sua porzione anteriore e della rotula.
La rotula (o patella) nei movimenti di flessione ed estensione del ginocchio scorre sopra la porzione anteriore dell’epifisi distale del femore dentro ad un binario presente nel femore e detto “troclea femorale”.
Questo binario fa si che lo scorrimento tra le due superfici articolari sia il più congruente possibile e si realizzi con il minor attrito possibile.
La forza meccanica che si esercita sulla rotula infatti è grandissima e quindi quest’osso viene sottoposto a stress meccanico molto forte.
Basti pensare che il carico meccanico che si realizza sulla rotula nell’atto si salire e scendere le scale è ben tre volte il peso corporeo del soggetto che esegue il movimento.
La funzione della rotula è quella di fare da fulcro nell’azione di contrazione del complesso dei muscoli estensori della coscia (quadricipite femorale) al fine di amplificarne la potenza di oltre il 50%.
Lo scorrimento della rotula sul femore è assicurato da un complesso di muscoli e tendini che mantengono quest’osso centrato nel binario.
Partecipano a questa azione di “centraggio” principalmente i muscoli estensori della coscia (in particolare il vasto mediale) e i legamenti propri della rotula (legamenti alari).

PERCHE’ SI MANIFESTA:
Quando le forze di centraggio della rotula non sono coordinate o ben equilibrate si crea uno spostamento in genere laterale della rotula “ TILT ROTULEO” che crea un attrito concentrato in una piccola parte della rotula.
I motivi della comparsa del TILT ROTULEO sono principalmente di tipo osseo e di tipo muscolare.
Esistono delle condizioni predisponenti come nel caso del sesso femminile per la presenza di un bacino più ampio che lateralizza i carichi corporei a cui è sottoposto il ginocchio.
Tra le cause muscolari sono da ascrivere tutte quelle debolezze del muscolo vasto mediale che fanno si che non si contrastino, attraverso la contrazione muscolare, le naturali forze lateralizzanti la rotula.
Tra le cause osse invece vanno ascritte tutte le malformazioni dell’epifisi distale del femore (ipoplasia del condilo esterno dell’epifisi distale del femore) e tutti i difetti di asse del ginocchio.
Per valutare l’entità delle forze meccaniche lateralizzanti la rotula si esegue quello che è il calcolo dell’angolo “Q”.
L’angolo Q è formato dall’intersezione della linea che rappresenta il vettore di forza del muscolo qudricipite femorale e che in genere corrisponde con l’asse anatomico del femore con quella che passa lungo il tendine rotuleo.
L’intersezione di queste due linee definisce un angolo detto appunto “ANGOLO Q”.
Se quest’angolo è maggiore di 10° nell’uomo e 15° nella donna si viene a realizzare una eccessiva trazione laterale della rotula.
Questo concentrazione del carico sulla superficie laterale della rotula e sulla troclea laterale femorale realizza progressivamente una usura della cartilagine articolare che quindi determina la “Sindrome femoro-rotulea”.
Inizialmente si tratta di una semplice infiammazione della cartilagine ma successivamente questa si trasforma in una artrosi di questa articolazione.

COME SI FA LA DIAGNOSI:
La diagnosi è principalmente clinica e si basa soprattutto sulla valutazione funzionale dell’articolazione femoro-rotulea.
Si dovrà evidenziare una debolezza muscolare o un difetto di asse del ginocchio.
Nei movimenti di flesso-estensione del ginocchio si dovrà evidenziare una eventuale sublussazione esterna della rotula.
Importante è l’esame radiografico degli arti inferiori per valutare un eventuale eccessivo valgismo del ginocchio come causa predisponente la patologia.
Si possono effettuare anche esami radiografici della rotula a diversi gradi di flessione del ginocchio per evidenziare un eventuale “TILT ROTULEO” esterno.
Utile è anche la Risonanza Magnetica che può valutare l’eventuale compromissione cartilaginea.

QUAL’E’ LA TERAPIA:
La terapia dipende naturalmente dalla causa che ha contribuito allo svilupparsi della patologia.
Se la causa è muscolare andranno potenziati i muscoli interni della coscia al fine di riequilibrare le forze esercitate sulla rotula
Nelle prime fasi della riabilitazione è importante ridurre il “sintomo” doloroso con l’aiuto della terapia fisica strumentale, in modo particolare l’abbinamento della tecar terapia alla laser terapia garantisce un ottimo risultato.
Ma una volta ridotta la sintomatologia è indispensabile lavorare sulla causa principale del problema, che molte volte è semplicemente rappresentata da uno squilibrio muscolare/posturale. In questa fase può essere di aiuto anche l’uso di un tutore di ginocchio (ginocchiera) con centratore di rotula.
Negli ultimi anni si sta facendo sempre più strada una nuova terapia fisica, le vibrazioni ad alto valore terapeutico.
Questo sistema si basa su una macchina (“Vibra”) che genera onde meccano-sonore selettive in grado di produrre vibrazioni dall’elevato valore terapeutico, capaci di indurre risposte adattative di tipo metabolico e neuro-fisiologico nella catena neuro-muscolare e nelle strutture mio-osteoarticolari dell’organismo.
Grazie alle modificazioni indotte dall’utilizzo di particolari frequenze, “Vibra” permette di accelerare il recupero funzionale migliorando la propriocezione, il tono muscolare, la resistenza fisica e la coordinazione muscolare, e di conseguenza aiutare la rotula a ritrovare la sua dinamica corretta.

L’intervento chirurgico si rende necessario quando il trattamento conservativo non ha dato risultati e quando l’angolo “Q” risulta “patologico”.
Sono possibili una serie di interventi chirurgici che vanno dal semplice “Lateral Release” eseguito artroscopicamente, che consiste nel sezionare il legamento alare laterale della rotula, al riallineamento rotuleo secondo la tecnica di Emslie-Trillat che prevede una osteotomia ossea a livello dell’inserzione del tendine rotuleo sulla tibia con successivo riposizionamento in posizione corretta.
Questo naturalmente dipende dalla gravità della patologia e dal grado dell’angolo “Q”; 
Maggiore è l’angolo più è indicato il ricorso all’osteotomia.
Se però la deviazione dell’asse rotuleo dipende da un ginocchio valgo allora si dovrà intervenire sulla correzione dell’asse attraverso una osteotomia correttiva della tibia (il più frequentemente) o del femore.
Quando la superficie articolare della rotula e del femore è notevolmente usurata si dovrà ricorrere all’intervento di protesizzazione.
Esiste oggi la possibilità di protesizzare soltanto l’articolazione femoro-rotulea ma questo tipo di soluzione è ancora in fase di valutazione.
In genere in questi casi si associa quasi sempre una usura dell’articolazione femoro-tibiale e quindi si ricorrerà all’intervento di artroprotesi totale di ginocchio.

LA PREVENZIONE ED IL RECUPERO NEL CICLISTA
Per tutto quello che abbiamo detto è abbastanza intuibile che la prevenzione di una problematica così fastidiosa nel ciclista passerà da tre punti:
1 – Mantenere sempre un buon tono muscolare, una buona elasticità e soprattutto un buon equilibrio muscolare, anche nei mesi di minore attività
2 – Avere la migliore postura possibile sulla bicicletta, evitando forzature e posizioni “scomode”
3 – Fare un esame biomeccanico, e ripeterlo eventualmente dopo periodi di sosta forzata e/o dopo infortuni, in centri specializzati da personale qualificato. Un buon esame biomeccanico darà tante indicazioni anche al vostro fisioterapista/osteopata sui parametri da lavorare nel vostro corpo per avere il migliore equilibrio possibile con il vostro mezzo meccanico, oltre a fornirvi la migliore posizione in sella dove ottimizzare al massimo il vostro sforzo e ridurre al minimo gli stress articolari e tendinei.

Corrado Ballarini
Fisioterapista
NOB Staff