NOB | L’agilità: cos’è, come si sviluppa e a cosa serve
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Preparazione Atletica - Consigli Utili

L’agilità: cos’è, come si sviluppa e a cosa serve

Il concetto di “agilità” è strettamente connesso alla frequenza di pedalate che, com’è noto, indica le rivoluzioni complete che una gamba compie in un minuto (RPM).La misurazione delle rpm avviene mediante un conta pedalate che oggi qualsiasi tipo di computer da bici ha in dotazione. 
Più genericamente l’agilità si riferisce al modo di pedalare e non al rapporto utilizzato, ossia alla capacità di effettuare una pedalate facile, rotonda ed efficace, che sia, dal punto di vista tecnico, in grado di garantire allo stesso tempo la tenuta alla distanza salvaguardando la muscolatura; perciò l’agilità rappresenta un fondamentale parametro.
Nelle categorie giovanili l’agilità dovrebbe essere un punto fermo in quanto elemento essenziale per la costruzione di tutte le qualità atletiche, muscolari e strutturali dei ragazzi, a maggior ragione considerando che i giovani sono tenuti a tenere dei rapporti “obbligati”. Sviluppando l’agilità, infatti, si alimenta il condizionamento organico e muscolare e la coordinazione necessaria per ottenere un gesto biomeccanico efficace sia in fase di spinta che di trazione.

L’agilità è comunque importante anche per gli atleti adulti, in particolare con il passare degli anni (dopo i quaranta) la muscolatura tende a perdere elasticità e le articolazioni perdono di estensione; ciò favorisce l’utilizzo della forza muscolare con pedalate a basse regimi con conseguente aumento dell’affaticamento muscolare.

L’agilità deve essere quindi ricercata e sviluppata ad ogni età e in ogni circostanza, sia in pianura  che in salita sempre utilizzando rapporti adeguati. A tal riguardo ritengo che, oggi come oggi, per un granfondista la guarnitura compact sia la soluzione migliore per affrontare al meglio ogni tipo di salita.

Sviluppando l’agilità ė possibile creare una solida base a livello cardiaco respiratorio, con il miglioramento delle qualità neuromuscolari e della percentuale di grasso corporeo.

Tornando all’atto pratico della pedalata, diversi studi hanno cercato di individuare la pedalata ottimale, ma questa risulta essere condizionata da diverse variabili: dalle condizioni meteorologiche, dall’altimetria, dal grado di allenamento, dai rapporti, dalla struttura fisica dell’atleta, nonché dalla forza e dalla resistenza dell’atleta. Ovvio ė che per migliorare il ritmo di pedalata oltre all’allenamento mirato occorre un assetto biomeccanico ottimale.

La ricerca del ritmo e dell’agilità richiede dei tempi abbastanza lunghi, quindi ogni uscita é fondamentale per adattarsi e ascoltare le  proprie sensazioni.

L’uso di rapporti troppo lunghi limita lo sviluppo della spinta, trovare il rapporto adeguato per ogni situazione ė estremamente importante. L’uso di rapporti troppo lunghi sulla distanza ė controproducente e provoca una mancanza di sincronismo tra spinta e respirazione condizionando in modo negativo il risultato.

Trovata la pedalata ottimale per ogni singolo atleta si ė in grado di sviluppare l’agilità per ottenere i benefici sopra elencati e migliorare di conseguenza la prestazione.

Francesco Bondi
Preparatore Atletico
NOB Staff